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L’estate Yoga inizia fra le stelle

Finalmente è arrivata l’estate e perfino il caldo, ma state tranquilli: con la pratica Yoga di giugno, ci sarà da stare freschi! Si fa per dire…Se pensate che in vista delle vacanze ci dedicheremo agli “asana da spiaggia”, ahimé avrete una sorpresa, perché la pratica Yoga di giugno sarà di quelle (piacevolmente) toste!

Questo mese infatti continua il viaggio fra le stelle del programma Yoga 2018-2019 del Centro Ray, che ci sta portando a conoscere da vicino la costellazione dell’Orsa Maggiore (vedi foto) e le sue sette stelle. Nella mitologia indiana queste corrispondono ai Saptarsi, i sette veggenti che per rivelazione divina, ”udirono” gli inni della sacra letteratura vedica.I loro nomi sono: Gotama, Bharadvaja, Visvamitra, Jamadagni, Vasistha, Kasyapa e Atri.*
A maggio ci siamo concentrati in particolare sulle posizioni Yoga ispirate a Dhruva (ovvero alla Stella Polare) a Visvamitra e Kasyapa, nel mese di giugno invece, concentreremo la nostra attenzione sulla posizione del saggio Vasistha e sula torsione di Bharadvaja.

Vasisthasana – Posizione del saggio Vasistha
Vasisthasana è una posizione di bilanciamento solo apparentemente facile, poiché sebbene non necessiti di grande flessibilità, richiede equilibrio e un profondo impegno di muscoli profondi come il piccolo pettorale, obliquo interno, trasverso dell’addome, psoas, iliaco, quadrato dei lombi, piccolo gluteo. Inoltre questo asana aiuta a rinforzare i muscoli superficiali e profondi della spalla e gli stabilizzatori del gomito e del polso.

Torsione di Bharadvaja
La posizione agisce in particolare sulle regioni lombare e dorsale della colonna aumentandone la flessibilità e massaggia gli organi interni.

*Raccomandiamo caldamente che tutti i Soci imparino a memoria i loro nomi! Pena l’obbligo di cantare di fronte a tutti i presente alle lezioni, un antico brano del Sanremayana eseguendo la posizione dell’aratro.
NB. Tutto ciò è – ovviamente – falso.

Per Giove! Una nuova pratica Yoga!

Sappiamo bene cosa dice il famoso proverbio che riguarda aprile…non non quello sulla pioggia: l’altro! Ma al Centro Ray non si dorme affatto, anzi, più il clima diventa caliente, più le pratiche yoga mensili si fanno intense e impegnative. Il programma “Yoga Cosmico” ispirato ai pianeti del sistema solare, prosegue di conseguenza nel più crudele dei mesi con il papà di tutti i pianeti, il più grosso, il più grande il più temibile: Giove!

Non temete però, perché tutto quello che facciamo al Centro Ray è a fin di bene: le corrispondenze fisiche di Giove sono il fegato, il grasso corporeo, le anche e le cosce. (Esatto: non solo le anche, ma anche le cosce oltre alle anche.) Ogni riferimento ad eventuale sfoggio di corpi elastici e guizzanti baciati dal sole è puramente causale.

Inoltre, come i Soci del Centro Ray sanno già, ognuna delle pratiche Yoga di quest’anno è caratterizzata da una sequenza di asana dedicata al pianeta di riferimento e all’occorrenza creata appositamente dalla nostra insegnante Antonella. Ebbene, la sequenza di posizioni Yoga dedicata a Giove si svolge interamente da seduti, ma non lasciatevi ingannare: sono asana adatti a tutti, ma questo non significa che si batte la fiacca, anzi!

Infine, come ogni mese i Soci del Centro hanno a disposizione una scheda che illustra le posizioni, per chi volesse praticare Yoga anche a casa, e una dispensa che illustra alcune delle caratteristiche del “pianeta del mese”, con aneddoti e curiosità che riguardano la mitologia occidentale e quella indiana.

Per esempio: forse sapevate già che Giove è il pianeta più grande del nostro sisetma solare, ma sapevate che la sua massa corrisponde a 2 volte e mezzo la somma di quelle di tutti gli altri pianeti messi insieme?  Sono necessarie 122 Terre per eguagliare la superficie di Giove!  Inoltre la sua forza di gravità è due volte e mezza quella del nostro pianeta: una persona che sulla Terra pesa 100Kg, su Giove ne peserebbe ben 250! Adesso avete capito perché ci occupiamo di anche e cosce questo mese? : )

Ci vediamo al Centro!

Yoga…marziano?

Si avvicina la primavera e si apre un nuovo capitolo del programma 2019 del centro Ray “Yoga Cosmico” in cui di mese in mese esploriamo posizioni, movimenti e asana ispirati ai pianeti del sistema solare. Di conseguenza il mese di marzo non potevamo che dedicarlo a Mar..te.  (Cielo, scusate giuro che non lo faccio più.)
Preparatevi però, perché più aumentano le ore di luce della giornata e il nostro corpo si risveglia, più le pratiche Yoga saranno adeguatamente intense e possibilmente anche piacevoli!

Come ogni mese i Soci del Centro Ray troveranno una dispensa in cui, oltre alla guida delle posizioni Yoga (che permette di poterle eseguire più facilmente anche a casa) approfondisce l’argomento della pratica.

Nel corpo Marte rappresenta il sangue, la forza muscolare e il midollo osseo. La pietra associata al pianeta è il rubino.Di seguito un estratto della dispensa.

Marte è chiamato il pianeta rosso a causa del suo colore caratteristico dovuto alla grande quantità di ossido di ferro che lo ricopre ed è il pianeta più simile alla Terra tra quelli del Sistema Solare. Sia il caratteristico colore che le ipotesi che consideravano il pianeta non solo adatto alla vita ma addirittura a specie intelligenti, stimolarono una vasta produzione narrativa fantascientifica, nella quale spicca il romanzo La Guerra dei Mondi di H.G. Wells, pubblicato nel 1898 nel quale i marziani  abbandonano il loro pianeta morente per invadere la Terra.

Nella mitologia Romana Marte era il Dio guerriero per eccellenza, padre mitico di Romolo, primo Re di Roma. Assieme a Quirino e Giove faceva parte della “Triade Capitolina Arcaica”, che in seguito sarà costituita da Giove, Giunone e Minerva.  Veniva raffigurato come un essere dalla statura gigantesca che lanciava grida terribili: portava la corazza e l’elmo ed era armato di lancia, spada e scudo.

Il simbolo originario di Marte è un cerchio sormontato da una croce ( per paura di creare confusioni, la croce oggi viene generalmente sostituita da una freccia), che mostra come la materia domini lo Spirito ma, lo Spirito da sotto, mette in movimento la materia. Esprime la dinamica energetica dell’uomo, dal finito all’infinito, dalla carne allo Spirito; un perenne viaggio che si esprime negli atti, nei gesti e nelle parole o, anche, nel silenzio e nell’immobilità, magnificamente rappresentato dallo Yoga.

Il Marte indiano è Mangala o Bhauma, nato dal sudore di Siva, rappresentato su un carro trainato da otto cavalli, armato di tridente, clava e lancia e, talvolta, assimilato a Karttikeya, Dio della guerra.