Mitologia indiana: i Rishi

Poiché il seminario che si è svolto il 9 giugno scorso intitolato Saggi, ninfe, dei e demoni ha suscitato notevole interesse fra i Soci che hanno partecipato, ho deciso di iniziare a scrivere una panoramica generale dei temi più importanti che riguardano la letteratura, la filosofia e la mitologia indiana. Questa quindi sarà la prima tappa di un breve viaggio nel quale, senza alcuna pretesa di essere esaustiva (l’argomento come potete immaginare è vastissimo!) cercherò di fornire un quadro generale di questi temi che trovo molto affascinanti.

I Rishi – I Saggi
Inizio quindi presentando la figura dei Rishi (in sanscrito: ṛṣi) termine che ha vari significati: cantore di inni sacri, poeta, veggente, asceta, saggio. I Rishi sono innanzitutto i compositori degli inni vedici, i veggenti ai quali la sapienza si è rivelata “nella cavità del cuore” e il loro compito sarà quello di trasmetterla agli uomini. Sono i rappresentanti di un sacro passato e considerati i saggi venerabili le cui imprese sono narrate alla stregua di quelle degli dei. Sono spesso citati come un gruppo di sette: Gotama, Bharadvaja, Visvamitra, Jamadagni, Vasistha, Kasyapa e Atri.
Quest sette, grazie ai loro meriti religiosi, conseguirono lo Svarga Loka, cioè il cielo, dove si ritiene che siano presenti nella forma delle sette stelle dell’Orsa Maggiore. Accanto ai grandi saggi, in epoca più tarda, si aggiungono anche i veggenti di casta brahmanica (Brahmarsi) di stirpe reale (Rajarsi) e divini (Devarsi). Alcuni di loro svolgono un ruolo importante in veste di precettori e consiglieri di re, principi ed eroi.

Prossimamente, parlando dei testi vedici fornirò anche qualche link utile e alcuni testi che potrete consultare se vorrete approfondire l’argomento.

Il Presidente – Antonella Minesi

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